
10) Epicuro. L'uomo saggio  simile a Dio.
La prima delle Massime Capitali delinea la concezione epicurea del
saggio. Egli deve essere come gli dei, che nella loro serenit non
procurano affanni n a se stessi, n agli altri.
Massime Capitali, I, 139 (vedi manuale pagina 163).
    L'essere beato e immortale non ha n procura agli altri
affanni; cos non  soggetto n all'ira n alla benevolenza.
Queste cose infatti sono proprie dell'essere debole. (In altre
opere dice che gli di sono conoscibili solo con la mente; alcuni
sussistono nella individualit materiale, altri nella somiglianza
di forma, prodotti dal continuo flusso di simulacri simili volti a
costituire lo stesso oggetto; che sono antropomorfi)

 (Epicuro, Opere, Einaudi, Torino, 1970, pagina 69).

